archivio

Archivio mensile:marzo 2015

scrittoio portatile, 1600, dopo il restauro

Scrittoio mobile, avorio inciso intarsiato con ebano,

Napoli, 1600

Collezione privata

medaglione centrale

medaglione centrale

Tutti i giorni il lavoro di restauro richiede la ricerca delle soluzioni passo dopo passo. Prendo come esempio il restauro di uno scrittoio intarsiato con ebano e avorio inciso, il cui stato di conservazione è stato compromesso da leggera umidità costante per alcuni mesi e di conseguenza l’80%l’intarsio si è staccato. Ogni elemento dell’intarsio dovrà essere pulito e nuovamente incollato. Ad ogni passo bisogna capire se la colla è della densità giusta, se è più adatto incollare le parti esterne e dopo quelle interne, tanto per indicare alcune delle piccole decisioni da prendere al momento. Pensando alla fine del restauro, in parallelo, è opportuno scattare delle fotografie per documentare il percorso del lavoro di restauro, ma anche la struttura, le indicazioni sulla costruzione dell’oggetto (o dell’opera), cercando di captare la tecnica dell’autore per ripercorrere i suoi passi. L’altro parallelo è la documentazione di alcuni dettagli tecnici, come spessori dei materiali e misure dell’oggetto, profondità dell’incisione e tipo di modanature delle cornici d’ebano, elementi che serviranno per la ricerca storico artistica. Il restauratore può impostare questo tipo di ricerca in maniera scientifica perché metodica per creare un ingrediente fondamentale per lo storico d’arte: egli potrà condurre la sua ricerca in base ad alcune certezze inconfutabili. La stesura di testi “a quattro mani” fra storico d’arte e restauratore è presente e futuro per i ricercatori attenti dato che l’approccio di “tutti i giorni alla ricerca di soluzioni” per il restauro apre nuove strade per una conoscenza profonda anche per lo storico d’arte.

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